venerdì 29 maggio 2009

Intervista su S.L.A.A. dopo l'Assemblea d'Istituto Alberghetti Imola BO



Marco Cavina, rappresentante d'Istituto dell'Alberghetti di Imola BO, ha pubblicato l'intervista che mi ha fatto tempo fa.
Vi riporto quindi, l'intervista fattami in proposito da Marco Cavina, rappresentante d'Istituto dell'ITIS ALBERGHETTI di Imola.

Il testo originale dell'intervista lo trovate qui:
http://www.studentialberghetti.it/smf/index.php?topic=321.0
Ringrazio l'istituto e gli studenti, che sono stati davvero molto interessati.
Il post precedente sull'assemblea d'Istituto lo trovate qui:
http://www.ivanlarosi.com/2007/11/intervista-su-slaa-e-terapia.html

Ciao Ivan, come è stata l’assemblea d’istituto del 29 marzo?
Trovo che l’assemblea che hai organizzato all’Alberghetti sia stata veramente significativa. Ringrazio l’Istituto, la Preside, te come rappresentante e tutti gli studenti, per l’invito a partecipare come relatore. Mi sono trovato benissimo.

Cosa hai trovato più interessante in particolare?
Mi hanno fatto un‘ottima impressione i ragazzi: curiosi ma preparati, interessati ma anche critici. Sono rimasto veramente contento di parlare con tutti. L’idea delle domande su bigliettini anonimi è stata molto interessante. A mio avviso è stata un’ottima dimostrazione di come si possono avere delle assemblee serie e utili allo stesso tempo e che gli studenti le vogliono e le preferiscono così. Trovo che sia stata ottima l’idea di affiancare una sessuologa, uno scrittore e un sacerdote, così che ognuno potesse dare il proprio contributo integrandolo alle discipline degli altri.
Sono convinto che questo non sarebbe stato possibile senza una Preside aperta a “migliorare” la scuola e disponibile ad ascoltare e risolvere delle problematiche vere di questa fascia d’età.

Il gruppo fa sempre bene? Parlando con gli altri, parole come sostenere, cooperare, essere flessibili, tolleranti e sicuri, indicano parole che costituiscono ideali condivisi e utili per lo sviluppo della vita affettiva della persona.

Cos'ha il gruppo in più rispetto al terapista?No. E' qualcosa di assolutamente diverso. Un terapeuta sta al gruppo come uno chef sta a un cameriere, tuttavia c'è bisogno di entrambi quando arriva l'ora di punta...
Daniel J.Anderson, Ph. D. & Harold A. Swift, A.C.S.W. (dell’Università di St.Louis, Comitato Professionale e Tecnico per la Joint Commission on Accreditation of Hospitals) dicono che: “Ascoltando e vedendo le esperienze altrui si verifica un rispecchiamento di esperienza e spesso ci si accorge di cose che prima si negavano a se stessi, anche se magari il terapista da tempo tendeva a porvi sopra l’accento”.

Quindi consiglieresti attività di gruppo?
Certo, a tutti...

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