mercoledì 23 luglio 2008

Ho toccato la bara di Federica.

Tremila persone in silenzio fanno paura.
C'è tutto il paese e anche di più.
Sconosciuti, persone sole, perchè sono lì ? Perchè lo vogliono.
Caldo, è un funerale estivo in un pomeriggio assolato.
Silenzio.
Un pugno allo stomaco prima di entrare.
Poi il suono, tre tocchi: la campana a morto, il primo tocco lieve, poi un secondo medio, e infine il terzo, più forte.
Che ci faccio qui ?
Sì, è vero, abito a 4 chilometri da qui, passo davanti a questa Chiesa tutte le mattine, ma... bastano questi motivi?
Neanche mi avessero letto nel pensiero quando hanno scritto il loro discorso, mi rispondono i parroci:
"Il motivo per cui siamo qua lo conosciamo tutti, siamo qui fare una Preghiera.
Siamo qui per presentare Federica a Dio, nel migliore dei modi. Signore, siamo capaci di sbagliare anche noi, perdonaci."
Sono passati quasi venti anni dal primo di quei funerali "di popolo" a cui SI DEVE partecipare, perchè dopotutto siamo anche esseri umani e siamo qui anche per dire "no-cazzo-questa-cosa-non-mi-piace-non-ci-piace".
Durante l'omelia il Sacerdote stesso si commuove, ma la parola è molto dura da ascoltare: "Federica... morta prematuramente, morta per morte violenta, morta per asfissia... vivere senza... una cosa brutta e cattiva... è difficile, ma dobbiamo provarci".
Ma la realtà è questa.
Quando il 'diavolo' si manifesta in terra e quando Dio chiama a sè uno dei suoi figli così giovani si fa fatica a capire.
Misterium iniquitatis.
Contrasta la grande dignità, forza, pace e serenità della famiglia.
Sì, sono due settimane che dedicano tutte le sere a pregare, al rosario in Chiesa, ad accettare la situazione, si sono preparati, forse le hanno già detto addio molte volte prima di oggim e ora sono calmi... ma da loro ho tanto da imparare lo stesso.
Sono gli amici che si disperano, la salutano col sottofondo musicale de 'il mio mistero vola verso te' e baciano il legno esterno della bara all'altezza di dove si trovano i piedi del corpo di Federica.
Si fa fatica a collegare a quel feretro alle loro parole "23 anni e mille progetti..."
I miei problemi scompaiono a confronto, le mie croci sono leggere.
Già... è molto difficile credere che dentro la bara c'è il corpo senza vita disteso, rivestito, pulito, di una 23enne con mille progetti e che in vacanza, di sera, mentre si divertiva, è stata rapita, violentata, uccisa.
E capisco che sono qui anche per un terzo motivo: testimonianza, testimonianza per chi non c'era.
Rabbia, provo e proviamo, non sono il solo, molta rabbia, perchè non siamo padroni della nostra vita.
Si esce dalla Chiesa dopo il "vivere la vita con le sue gioie e i suoi dolori, è quello che Dio vuole da te".
Le offerte vanno alla "Fondazione città della Speranza".
E la accompagniamo in cimitero.
Silenzio... sielnzio anche nella tumulazione: sì, è un anche funerale Veneto dopotutto, ma c'è anche molto rispetto, molto stupore, molto sconcerto.
La bara è pronta per essere riposta nell'alveolare.
E' lui che propone a lei di dare l'ultimo bacio alla bara, ora.
La bara entra nel loculo e i genitori si tengono per mano, in piedi, di lato, qualche metro indietro.
Alla fine mi sono fatto coraggio e ho toccato la bara di Federica anch'io e mi sono ritrovato a piangere.
L'eterno riposo dona a lei o Signora e splenda a lei la luce perpetua.
Riposi in pace.



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