venerdì 28 marzo 2008

SLAA riferimenti dell'associazione oggetto dell'intervista del 20 novembre

Con grande piacere riporto i riferimenti dell'associazione volontaria di gruppi di sostegno e mutuo-auto-aiuto SLAA, presente anche in Italia.
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S.L.A.A.
GRUPPI DI AUTO-AIUTO E DI SOSTEGNO PER LE RELAZIONI AFFETTIVE/SESSUALI/RELAZIONALI !

Alle riunioni si condivide sul proprio recupero e si segue un semplice programma basato sui 12 Passi di Alcolisti Anonimi PER IL RAGGIUNGIMENTO DELLA SOBRIETA' NELLE PROPRIE RELAZIONI AFFETTIVO-SESSUALI:
- libertà e dignità di fare le proprie scelte
- capacità di essere presenti emotivamente e fisicamente
- capacità di aprirsi intimamente e rendersi vulnerabili
- attitudine alla comunicazione e alla comunione
- autostima e apprezzamento di se stessi
- capacità di vivere appieno la vita reale
- fedeltà, capacità di rinuncia, dominio di se stessi
- capacità di apprezzare il proprio partner come persona e di permettere agli altri di apprezzarci come persona
- capacità di proteggersi in modo sano
- capacità di gestire le proprie emozioni e le proprie istanze affettive
- attitudine al rispetto del partner e a farsi rispettare dal partner
- capacità di amare gli altri per come sono e di lasciarci amare per come siamo, veramente.

Ad oltre 16 anni dal primo gruppo, si sono formati parecchi gruppi SLAA in varie regioni d'Italia. L’elenco tuttavia viene fornito solo a chi “VUOLE SMETTERE” o si qualifica “membro SLAA”. Questa restrizione nasce dalla RISERVATEZZA perché SLAA è molto attenta nel proteggere l'anonimato dei suoi membri. Di conseguenza gli incontri sono generalmente chiusi agli estranei e a coloro che sono semplicemente curiosi.
Chiunque fosse interessato può contattare i seguenti riferimenti.

casella e-mail:
slaa_italia@yahoo.it

Numeri di telefono per informazioni:
328/382.3308 o 328/382.3295

Gruppo Slaa on-line:
http://it.groups.yahoo.com/group/GRUPPOSLAA/

Iscrizione automatica al gruppo Slaa on-line, inviare una e-mail a:
GRUPPOSLAA-subscribe@yahoogroups.com

Sito internet in Italiano:
www.slaaitalia.org

Divulgate questo messaggio a tutti i Gruppi, Rappresentanti di Gruppo ed Intergruppi di tutte le fratellanze: farci conoscere è il primo passo per raggiungere chi ancora soffre.
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giovedì 13 marzo 2008

vivere negli estremi

Vi interessa curare la ferita interiore o le ferite interiori ?
A volte alcuni Di fronte alle scelte su dove impiegare le proprie energie, scelgono di acquisire sempre nuove convinzioni senza prima fermarsi a ponderare le proprie convinzioni inconsce precedenti.
Qualsiasi cosa per essere migliorata, ha prima bisogno di essere sistemata e aggiustata. Non si può migliorare una casa se prima non si sono sistemate le fondamenta e, magari, aggiustati i muri pericolanti e cambiati i mattoni marci.
Chiaro che per far questo, ci si deve rivolgere all'aiuto esterno. A differenza delle miniature del secolo scorso, dove si potevano vedere finti fachiri che si sollevavano da terra tirandosi per i capelli, qui stiam parlando del mondo reale.
Ed è reale il fatto che nessuno può da solo, auto-analizzarsi in maniera sobria ed equilibrata.
Un'associazione di recupero e miglioramento personale usa questo motto:
"A Jeopard can't change it's spots, only it's creator can".
I pericoli dell'autoanalisi sono gravissimi.
Ecco, la base delle convinzioni inconsce, da cui poi potrà partire il miglioramento personale, è proprio la CURA DELLA FERITA INTERIORE che ognuno, più o meno ha nel dopo adolescenza.
La "ferita interiore" sembra essere diventata scomoda nei mezzi di comunicazione di massa, sembra quasi di parlare del crocifisso nei luoghi pubblici.
E' solo tramite l'accettazione di se stesso, il perdono a se stesso e la cura di se stesso che può essere considerato "valido" un percorso di miglioramento.
Come si tenta (inutilmente) la fuga dalla ferita interiore ?
La più ovvia ed estrema via è la dipendenza da droghe o esperienze cosiddette "mood-altering" per continuare con la vita di tutti i giorni. Questo tipo di esperienze "chimiche" diventano la fonte a cui con fiducia si cerca un "sollievo" o "nutrimento" o una via per evitare la pena o l'ansia della vita di tutti i giorni. Tutto il resto è sacrificato e compromesso.
I dipendenti e i codipendenti vivono al limite e negli eccessi. Dato che non completano le cose, hanno molti affari e lavori da terminare. Mancano inoltre di confini personali, così che spesso non hanno un giudizio equilibrato. Altri vedono se stessi come irresponsabili e mancanti di buon senso. Altri ancora si credono dei semidei, e fuggono nel più completo diniego i propri problemi: loro, semplicemente, non li vedono.

L'opposto estremo è radicato nel controllo ossessivo. Ossessioni sessuali, ad esempio, possono essere espresse sia come compulsività nel sesso, sia come astinenza ossessiva. Il controllo ossessivo si riflette in comportamenti come compulsività nelle diete e nel risparmio, estrema religiosità, risposte fobiche, attacchi di panico e procrastinazione.
Per coloro con un forte bisogno di controllare persone, eventi, o le proprie emozioni, la vita diventa rigida, vuota, sterile. Per loro i rischi devono essere evitati a tutti i costi. La paura di iniziare nuovi progetti o sperimentare nuovi comportamenti, è sostenuta dall'attitudine a giudicare acidamente e dal perfezionismo. Vivere in deprivazione può sembrare meglio che vivere fuori controllo. Ma è sempre uno stile di vita ossessivo che porta a una perdita del sè. Le persone che tentano di recuperarsi, possono cadere in trappola se come interruttori elettrici switch-iano da un estremo all'altro e credono che il salto equivalga a un vero cambiamento.

Vi riporto lo schema di Patrick Carnes.

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FUORI CONTROLLO:
Alcolismo/Alcolizzati
Dipendenza dal sesso
Mangiare compulsivo
Gioco compulsivo
Ossessività anticlericale
Sperimentazioni ad alto rischio
Workhaolism (lavoro ossessivo)
Acquisti compulsivi

DI CONSEGUENZA LA VITA DIVENTA:
Caotica
Vivere al limite
Crisi frequenti
Incompleta
Mancanza di senso comune
Irresponsabile
Eccesso

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CONTROLLO OSSESSIVO:
Astemia ossessiva
Anoressia sessuale compulsiva
Anoressia alimentare
Fuga compulsiva di ogni rischio
Estrema religiosità
Risponse fobiche
Procrastinazione
Risparmio ossessivo

DI CONSEGUENZA LA VITA DIVENTA:
Rigida
Fuga dai rischi (risk avoidant)
Vuota
Paura di iniziare
Giudicante/Criticona
Perfezionista
Privazione
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Per raggiungere l'equilibrio, bisogna mettere mano a un'altra istanza: l'intimità.
Dipendenti e codipendenti cercano vicinanza, intimità, nutrimento affettivo e amore. Molto spesso e per vie diverse, la ferita (e la mancanza di equilibrio) derivano da una mancanza di intimità.
Di conseguenza le ossessioni dipendenti rimpiazzano la cura e i legami umani.
Senza freni emotivi, puoi vivere una vita "isolata", solitaria e un'esistenza di solitudine in cui costruisci ed elevi dei muri attorno a te, neghi i tuoi bisogni e non condividi nulla di te.
Oppure, puoi saltare a una esistenza emotivamente incasinata in cui sei "preso", cosi sovraimpegnato da sentirti intrappolato.
Di nuovo, emergono i segnali del vivere negli estremi.

ISOLATO = Negazione dei propri bisogni
PRESO = I bisogni degli altri sono prioritari.

ISOLATO = Solitudine,
PRESO = nessuna privacy,

ISOLATO = Mancanza di condivisione,
PRESO = soffocato,

ISOLATO = Alienamento dagli altri,
PRESO = responsabile per gli altri,

ISOLATO = Confini personali estremi
PRESO = mancanza di confini personali.

Uso la stessa immagine di Patrick Carnes per illustrare la costanza dello squilibrio in entrambi i casi:



E anche per indicare invece l'equilibrio da raggiungere:



L'obiettivo è quindi in tre aree:
Equilibrio: evitare entrambi gli estremi.
Vivere nel presente: essere focalizzati, un giorno alla volta, non nel futuro, non nel passato.
Responsabilità per se stessi: vivere all'interno dei nostri limiti umani.
Appena avremo finito di sistemare queste tra aree, il recupero e il miglioramento personale sarà già in parte raggiunto.

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